Faq
 
Che cosa si intende per edificio passivo?
È un edificio caratterizzato da perdite di calore talmente minime che il calore apportato dal sole, il calore prodotto internamente e il calore recuperato dall'aria in uscita copre quasi per intero il fabbisogno termico (inferiore a 50 kWh/mq anno) in cui si può integrare una percentuale elevata di fonti energetiche rinnovabili (oltre 40%).
 
Che cosa si intende per edifici energeticamente efficienti?
Edifici a basso consumo di energia, gli edifici passivi e gli edifici a consumo energetico zero.
 
Cosa sono le fonti energetiche rinnovabili e perché utilizzarle?
Il sole, il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree e il moto ondoso sono fonti energetiche rinnovabili, così definite perché inesauribili. Un loro vantaggio è l'assenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo.
 
Si può raggiungere la completa indipendenza energetica tramite le fonti rinnovabili?
Le fonti rinnovabili sono caratterizzate da una variabilità imprevedibile (es. vento) per cui diventa necessario un sistema integrativo che aiuti l'impianto alimentato attraverso fonti rinnovabili.
 
La Direttiva europea prevede la Certificazione energetica. Quali sono i suoi vantaggi?
La Certificazione energetica consente un confronto dei consumi energetici legati agli immobili, evidenzia i potenziali di risparmio dell'edificio, documenta lo standard energetico dell'edificio e contribuisce alla tutela dell'ambiente.
 
Che cosa prevede la legislazione italiana sulla Certificazione energetica?
È in vigore la Direttiva europea del 16 dicembre 2002 che rende obbligatoria la Certificazione energetica degli edifici (art.7). Entro il 4 gennaio 2006 tale Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri tra cui anche l'Italia. Il certificato indicherà i consumi energetici per il riscaldamento e la produzione di acqua calda e le emissioni di CO2, oltre alle informazioni sull'involucro edilizio e sugli impianti tecnologici installati.